LOST, Silly Sam & Vince e Stefano Attuario sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

Songs of the Week
Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di tre artisti selezionati di settimana in settimana!
Pronti a “viaggiare” insieme a noi attraverso questi brani?

“Amen” il nuovo brano di Stefano Attuario
Stefano Attuario, cantautore e scrittore comasco, ha iniziato il suo percorso musicale da autodidatta, coltivando un linguaggio artistico che unisce parola e suono in un’espressione fortemente personale.
Autore dei romanzi “Beautiful Day” e “Leggero il peso dell’amore“, ha ottenuto riconoscimenti anche in ambito poetico con testi come “Morte Amica“, dedicato a David Bowie. Attuario è stato anche conduttore radiofonico su GBJ International con il programma “BlackOut“.
Nel 2023 ha debuttato come solista con il singolo “Un Demone La Mia Morale“, seguito da “Liberi Respiri” (in collaborazione con Ray Heffernan) e da “Arcobaleni in bianco e nero“, tutti accompagnati da videoclip diretti dall’artista e regista Lory Muratti.
Nel 2024 ha pubblicato l’album “Nemesi” (Terzo Millennio Records), prodotto da Max Zanotti (già leader dei Deasonika e Casablanca), ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali per i videoclip dei singoli estratti.
A marzo 2025 è uscito il singolo “Insetti“, sempre prodotto da Zanotti, accolto con entusiasmo dalla critica e presentato in anteprima su Sky TG24, aprendo la strada al nuovo progetto discografico “Babele“, in uscita nel corso dell’anno.
Con “AMEN”, Stefano Attuario continua a confermarsi come una delle voci più interessanti e profonde del nuovo cantautorato italiano, capace di fondere narrativa, musica e visione.
PARLIAMO DEL BRANO
Con la produzione artistica di Max Zanotti, “AMEN” è una canzone che mette in luce tutta la fragilità e la forza di chi sceglie di credere in se stesso, nonostante i giudizi, le aspettative altrui e le ombre del dubbio. È una preghiera laica e un atto di ribellione insieme: un invito a trovare, nella musica e nell’arte, un rifugio dove ogni verso diventa una dichiarazione d’indipendenza e ogni nota un grido di libertà.
In questo ambiente sonoro, chiaroscurale e coinvolgente, strumenti acustici e sintetizzatori si intrecciano per creare un’atmosfera intima e suggestiva, capace di evocare dolore e speranza, sconfitta e rinascita. Le voci – spesso sussurrate – diventano dialogo interiore, mentre la progressione armonica accompagna l’ascoltatore lungo un percorso di trasformazione emotiva.
Il testo (denso, poetico e simbolico) affronta la solitudine dell’anima che cerca sé stessa. Immagini forti come “la vena solitaria che recita il suo rosario” o “l’assenzio sotto forma di fata verde” danno corpo a emozioni complesse come il disagio, la malinconia e la ricerca di significato. Le rime, descritte dall’autore come “talismani”, diventano protezione e strumento di sopravvivenza in un mondo incerto.
Con “Amen”, Stefano Attuario conferma la sua capacità di fondere parole e musica in un racconto esistenziale autentico, dove la vulnerabilità diventa potenza espressiva, e l’arte un luogo di rifugio e verità.
ASCOLTA il brano nella PLAYLIST ufficiale di MusicLives su Spotify : UNDERGOUND’S VOICE
Stefano Attuario SOCIALS: Instagram – YouTube – Spotify

“Uno a posto” il nuovo brano di Silly Sam & Vince
VI PRESENTIAMO SILLY SAM
Classe 2002, Silly Sam (nome d’arte di Samuele Buchsbaum) si forma all’interno della scena hip hop udinese, per poi esordire a Milano nel 2020 unendo le metriche del rap alle nuove sonorità pop punk.
Attraverso testi affilati come rasoi si muove tra temi socialmente scomodi, cercando di portare positività e ottimismo a coloro che si sentono sbagliati, facendo la guerra ai pregiudizi, alla polemica e alle critiche. Con la sua musica che mescola il flow del rap alla potenza del pop punk è finito nelle playlist editoriali di Spotify sanguegiovane e New Music Friday Italia.
Negli anni ha macinato date tra il Nord e il Centro Italia, partecipando a varie serate (Emo Night, Emo Sucks, Punk Rock Night, Pop Punk Mosh Party, That’s so Emo!, FestivalPark, Bloc Freaks, All The Punx Kids) e aprendo ad artisti come Il Pagante, Eyes Set to Kill, Psycho Village, Logan17, Sunset Radio, xDiemondx e WEL.
VI PRESENTIAMO VINCE
Vince, nome d’arte di Leonardo Vicentini, nasce nel 2000 a Rovereto (TN).
Il progetto nasce dalla gabbia del lockdown e viene nutrito a Milano, città da cui è stato adottato per concentrarsi sulla sua passione per la musica. Cresciuto con il rock classico e formatosi con il pop punk dei primi Duemila, il suo stile coniuga la cura al dettaglio tipico del primo e l’entusiasmo e lo slancio propri del secondo, unendoli in una formula pop rock fresca e impattante.
L’obiettivo di Vince è portare qualcosa di nuovo nella scena, che parli il linguaggio dei giovani ma con la qualità di una volta: in un mondo fatto di produttori e MIDI, di algoritmi e playlist editoriali, punta sull’analogico e sulle sale prove, ricerca i graffi e il sudore.
PARLIAMO DEL BRANO
Dare voce ad una generazione che si sente sempre fuori posto: Vince e Silly Sam uniscono le forze per un brano pop punk dall’energia diretta e travolgente.
“Uno a posto” nasce dal retroterra comune a quei giovani che a un’esistenza grigia e monotona contrappongono la propria voglia di reagire.
Se diventare grandi comporta rientrare nei ranghi della “normalità”, i due
cantautori interpretano la scissione di chi si sforza per essere considerato un “tipo a posto” dalla società, ma prende coscienza che questa sensazione di stare bene quando dentro tutto crolla in realtà è solo un’illusione.
Mescolando ironia e introspezione, il testo rivela in modo diretto la fragilità di chi vive tra notti sbagliate e verità negate.
“Uno a posto” è fatta di suoni freschi e di suoni ruvidi: ritornelli da cantare a squarciagola per una generazione che non sa cosa essere, ma sa chi non vuole diventare.
ASCOLTA il brano nella PLAYLIST ufficiale di MusicLives su Spotify : UNDERGOUND’S VOICE
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“Come vetri in gola” il nuovo brano dei LOST
I LOST sono stati una delle band più influenti degli anni 2000, vincendo un MTV Europe Music Award nel 2009, un DVD di Platino, numerosi dischi d’Oro e molti altri riconoscimenti. Con collaborazioni internazionali (tra cui Joel Madden dei Good Charlotte) e lunghi tour in tutta Italia, hanno lasciato un segno indelebile nella scena musicale.
Ora, i LOST rinascono con un sound potente e tagliente, che fonde l’energia del rock moderno con influenze post-hardcore e metalcore. I loro testi, crudi e diretti, riflettono i tempi in cui viviamo: non solo scavano nelle emozioni più intime come l’insicurezza, la solitudine e la paura, ma affrontano anche il collasso sociale, l’oppressione e il peso di un sistema che spesso schiaccia l’individuo.
In equilibrio tra rabbia e consapevolezza, i LOST danno voce a chi si sente alla deriva, ma anche a chi trova la forza di lottare. Una nuova identità per un nuovo capitolo: più oscuro, più intenso, più reale.
PARLIAMO DEL BRANO
“Ogni pugno che ho preso è forza nel mio fiato.”
Con questa frase cruda e simbolica, i LOST continuano il viaggio iniziato con “Lontano dalle ombre”, proseguendo la loro trasformazione artistica più radicale. “Come vetri in gola” è il secondo tassello di un nuovo linguaggio musicale e visivo: più oscuro, viscerale, contemporaneo.
Il brano è una ferita aperta che pulsa su un tappeto sonoro cupo, potente e contaminato.
Un inno alla resilienza sporca.
Una confessione che si fa rito.
La voce taglia come una lama, tra sfoghi gutturali e aperture melodiche che lasciano intravedere una luce disturbata ma presente. Il testo è un’esplorazione emotiva del tradimento, non solo in senso relazionale, ma esistenziale. La fiducia infranta, l’identità distrutta, la necessità di ricomporsi in qualcosa di altro.
Il videoclip ufficiale è un’esperienza sensoriale e simbolica.
Costruito in quattro atti, è un rituale visivo in cui la protagonista (figura muta e universale) attraversa la perdita di sé, si abbandona al controllo, si disgrega in glitch e infine rinasce sotto forma di creatura sintetica e altra.
Tra luci fredde, mani guantate di rosso, occhi staccati dal volto e fiori cablati, il racconto si frammenta come un sogno disturbato.
La band non è spettatrice: è parte attiva del rito, inglobata nella mutazione visiva.
Il risultato è una preghiera glitchata, in cui la dissoluzione dell’identità diventa atto sacro.
Il video è parte di una trilogia visiva che accompagna l’evoluzione musicale del progetto.
Stay Rock!
AlEmy
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