Oggi è il compleanno di WALTER FONTANA, cantante dei Lost.
Per celebrare questo giorno, abbiamo deciso di dedicargli il giusto spazio, provando ad intervistarlo.

LA BIOGRAFIA
WALTER FONTANA nato l’1 Febbraio del 1986, ha iniziato la sua carriera insieme ai LOST, che sono stati tra le band più influenti degli anni 2000.
Nel corso della loro carriera hanno ottenuto grandi successi e riconoscimenti (tra cui un Mtv Europe Music Awards nel 2009, un Dvd di Platino, dischi d’oro e numerosissimi altri premi), collaborazioni internazionali (Joel Madden dei Good Charlotte) che hanno permesso alla band di calcare i palchi di tutta Italia con lunghe tournée. Questo ha permesso loro di farsi conoscere ad un pubblico via via sempre maggiore.
Ora i LOST sono tornati con un sound potente e serrato. Che si avvicina sempre di più alle sonorità pop punk e punk rock d’oltreoceano. Con testi concreti e melodie dirette, in cui emerge una chiara fotografia dello stato d’animo in cui ci si trova in quest’epoca fatta di insicurezze, solitudine, perdita di contatti umani, paura ma anche speranza e voglia di lottare per i propri sogni.
L’INTERVISTA
Da quando mi sono resa conto che la Musica sarebbe stata la mia strada, sono sempre stata curiosa di capire come e in che modo gli Artisti con cui ho a che fare, abbiano avuto anch’essi questa “illuminazione” e si siano approcciati ad essa, quindi ti chiedo:
IN CHE MODO TI SEI RESO CONTO CHE LA MUSICA SAREBBE STATA LA TUA VITA?
«Ricordo bene il momento in cui ho deciso che avrei dato tutto me stesso alla musica. Era il 1999 e su MTV passavano “What’s my age again” dei Blink 182. Quelle chitarre, quelle voci, quel loro modo di essere gli outsider e fregarsene.
E’ stata una rivelazione: volevo essere come loro.»
TI VA DI PARLARCI DEL TUO PROGETTO SOLISTA?
«Nel maggio 2016 è uscito il mio disco solista “Sono qui“, un album nato dall’esigenza di sconfiggere la depressione che in quegli anni mi stava divorando giorno dopo giorno.
E’ stato un disco molto intimo che mi ha permesso però di ritrovare il mio equilibrio.»
QUALI VANTAGGI CI SONO NEL LAVORARE AD UN PROGETTO SOLITA E QUALI IN UNA BAND?
«Fortunatamente, sia da solista che con i Lost, sono sempre stato molto libero nel creare e nello scrivere. Ciò che nasce dipende molto dal momento e da quello che sto vivendo.
Scrivere mi aiuta ad affrontare i miei demoni e ad esorcizzarli.
Musicalmente lavorare con la band è molto più stimolante perché hai la possibilità di confrontarti e avere uno scambio di energie continuo.»
IN CHE MODO PENSI CHE LA TUA SCRITTURA E IL TUO MODO DI ESPRIMERTI, SIANO CAMBIATI NELL’ARCO DEL TUO PERCORSO ARTISTICO?
«La mia scrittura è inevitabilmente cambiata grazie a tutte le esperienze che ho avuto.
Per poter scrivere bisogna vivere la vita al 110%.
Meglio avere rimorsi che rimpianti.
Nella mia vita cerco di cancellare la parola “se”. Inoltre sono sempre stato una persona insoddisfatta, non mi sento mai arrivato e ogni giorno ho bisogno di trovare nuovi stimoli per poter crescere e ampliare il mio bagaglio di conoscenza.»
A QUALI ARTISTI SEI PARTICOLARMENTE LEGATO E PERCHE’?
«Come dicevo prima i più importanti sono i Blink 182, seguiti poi dai Good Charlotte, Sum 41, Simple Plan, My chemical Romance.
La lista è lunghissima quindi mi limito a dire tutta la scena punk rock, emo, pop punk dagli anni 90 ad oggi.
Sono legato a tutte queste band perché mi hanno fatto sentire meno solo e mi hanno salvato.
Sono sempre stato una persona introversa e timida, da ragazzino non avevo amici e cercavo sempre di integrarmi fingendo di essere quello che non ero.
Quando poi è arrivato il punk nella mia vita, tutto è cambiato.
Non ero più solo, sapevo che c’erano tanti altri ragazzi che soffrivano come me. Ecco perché poi ho deciso di fare musica ed ecco perché sono nati i LOST.»
COSA CI POSSIAMO ASPETTARE DAL NUOVO ALBUM DEI LOST?
«Il nuovo album è a tutti gli effetti un album punk rock. Senza mezze misure. Pezzi veloci, aggressivi ma con tutta la melodia che ci ha sempre contraddistinti. E’ stato un ritorno alle origini, a quel ragazzo sfigato che si sentiva solo, che aveva voglia di urlare tutta la rabbia e la delusione per un mondo in cui non si rivede e che sta cadendo a pezzi.»
PICCOLA RIFLESSIONE PERSONALE
Ci tengo a ringraziare tantissimo Walter Fontana. Mi rendo conto che non dev’essere stato affatto facile parlare di momenti ed emozioni così delicati e personali.
Io stessa delle volte ho difficoltà ad esprimere e raccontare fatti e avvenimenti che mi hanno segnata negativamente… ma penso che sia anche importantissimo riuscire a farlo, sia per le “persone normali” (ovvero fuori dall’attenzione mediatica) e sia per le persone un po’ più esposte.
Questo non solo permette a noi stessi di razionalizzare, esorcizzare e chiedere aiuto (anche semplicemente tirando fuori ciò che sentiamo), ma soprattutto può fare da esempio!
La Musica, secondo il mio punto di vista, è un esempio positivo.
Essa è un’Energia che può aiutare tantissimo psicologicamente. Lo dimostra lo stesso Walter.
Ciò che ha deciso di raccontarci, mi ha dato la conferma che tutto ciò che concerne questo mondo, è purificante e inclusivo. Ed è meraviglioso vedere con i propri occhi che sia l’ascoltatore e sia lo scrittore riescono a trarne beneficio.
Stay Rock!
AlEmy
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