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Non sono una Musicista. Non sono una lavoratrice dello spettacolo. Ma nella vita... voglio vivere di Musica.

IVAN MORO: «Il basso elettrico fu tra gli ultimi strumenti che ebbi modo di suonare, ma me ne innamorai letteralmente.»

Sticky post

Oggi è il compleanno del Maestro IVAN MORO.

Un Artista eccezionale che quando lo si ascolta suonare, riesce a catapultarti nei tuoi mondi interiori, annullando completamente ciò che ti circonda.

LA BIOGRAFIA

Nato il 7 Gennaio 1985, Ivan Moro all’età di soli 7 anni inizia a studiare pianoforte e tastiere come autodidatta e in seguito con il maestro

Christian Moro.

Da Settembre 2004 a Giugno 2007 frequenta il corso di basso elettrico presso il CPM (Centro Professione Musica di Franco Mussida) a Milano, sotto la guida dei maestri Dino D’Autorio, Patrick Djivas e Siro Burchiani per quanto riguarda la tecnica strumentale, e con Massimo Colombo per teoria, armonia e solfeggio.

Dal 2004 al 2011 collabora come bassista e corista in alcune band inedite (tra cui i Dionæa con la quale pubblica 3 demo arrivando secondi al concorso “Emergenza Festival”) e varie cover/tribute band, esibendosi in svariati locali del nord Italia.

Nel Settembre 2007 inizia a tenere lezioni private di basso elettrico fino ad Agosto 2011, anno in cui diviene membro ufficiale dei FINLEY (con cui fonda l’etichetta discograficaGruppo Randa S.r.l.”).
Da Ottobre 2015 insegna presso le “Scuole di Musica Niccolò Paganini” (qui il LINK di presentazione del suo corso).

L’INTERVISTA

Da quando mi sono resa conto che la Musica sarebbe stata la mia strada, sono sempre stata curiosa di capire come e in che modo gli Artisti con cui ho a che fare, abbiano avuto anch’essi questa “illuminazione” e si siano approcciati ad essa, quindi ti chiedo: in che modo ti sei reso conto che la Musica sarebbe stata la tua vita?

«Mi sono reso conto che la musica avrebbe fatto parte della mia vita quando avevo 15/16 anni.

In quegli anni smisi di fare sport perché passavo intere giornate ad ascoltarla e sentivo di avere una marcia in più in quell’ambito.

Notai che mi veniva particolarmente facile approcciarmi a diversi strumenti imparandone dapprima il ruolo e le loro peculiarità all’interno del contesto musicale, dopodiché ne assimilavo la parte suonata facendo molta meno fatica rispetto ad altri. 

Sono stato circondato da musicisti fin da bambino: mio nonno da parte materna era un ottimo tenore e strimpellava la chitarra, l’altro nonno era liutaio e chitarrista, mio fratello tastierista/organista, mia madre e mio padre appassionati di musica e quest’ultimo anche un pochino fisarmonicista.

Il basso elettrico fu tra gli ultimi strumenti che ebbi modo di suonare, ma me ne innamorai letteralmente… al pari della batteria, del pianoforte e del canto (che continuo a praticare da autodidatta).»

Sicuramente un musicista del tuo livello avrà un’ampia gamma di ascolti, ma ci sono dei generi musicali che proprio non sopporti?

«Ho sempre ascoltato musica a 360º apprezzandone ogni sua sfaccettatura.

Penso non ci sia genere musicale al mondo che io non abbia ascoltato nell’arco dei miei, ormai, 38 anni. 

Forse gli unici 2 generi in cui faccio veramente fatica a trovarci del bello sono il “Reggaeton” e la “Trap”. Anche se quest’ultima potrebbe avere del potenziale se messa nelle mani di chi conosce davvero bene l’armonia e l’arrangiamento (senza limitarsi ai soliti cliché, sia dal punto di vista testuale che musicale).»

Ci sono degli artisti ai quali sei particolarmente legato, e perchè?

«Di artisti a cui sono legato ce ne sono tantissimi e per motivi diversi.

Per menzionarli tutti dando poi una spiegazione ci vorrebbero forse delle ore perciò mi limiterò ai primi che mi vengono in mente.

JEFF BUCKLEY per il talento vocale inarrivabile e per aver scritto uno tra i 3/4 album della storia che avrei tanto voluto comporre e pubblicare. Che mi ha da sempre accompagnato lungo tutto il percorso della mia vita, sia nei momenti più tristi, sia in quelli più gioiosi: “GRACE”.

DEVIN TOWNSEND per la sua genialità, versatilità e follia… oltre al fatto che ha composto autentici capolavori, tra cui “TERRIA”. Un altro di quei gioielli che avrei tanto voluto potesse appartenere alla mia discografia.

Per quanto riguarda le colonne sonore (che amo) direi in primis VINCE DICOLA per il suo magistrale uso dei “rivolti” in tutte le colonne sonore che portano la sua inconfondibile firma. Un modo bellissimo e affascinante di colorare gli accordi che ho sempre amato, tanto da provare negli anni a farlo diventare parte integrante del mio stile bassistico, cercando di diffonderlo il più possibile anche in generi, come ad esempio il “punk-rock”, in cui spesso le toniche la fanno da padrone. HANS ZIMMER (epico). THOMAS NEWMAN (emotivo). ENNIO MORRICONE e JOHN WILLIAMS (maestri). JAMES HORNER (corale) e DANNY ELFMAN (ipnotico).

Meglio non stare a menzionare i compositori di musica classica. Finirei con l’annoiarvi vista la mole di personaggi di quell’epoca (dal 600 al 900) che ammiro e ascolto abitualmente.

Se invece parliamo di band non potrei non citare i PINK FLOYD: probabilmente la mia band preferita in assoluto. QUEEN, THE BEATLES e LED ZEPPELIN per il loro talento e la capacità innata di creare hit pazzesche e intramontabili. GENESIS, YES e DREAM THEATER per come seppero coniugare tecnica ed espressività. THE DOORS e JIMI HENDRIX per aver insegnato al mondo cosa volesse dire “viaggiare con la mente verso paesaggi musicali all’avanguardia”. PANTERA, KORN, MESHUGGAH e RAGE AGAINST THE MACHINE per l’attitudine e la rabbia, per la magia della loro musica. Per la capacità di sfornare riff in grado di coinvolgere anche la persona più disinteressata. E mille altri ancora che in un modo o nell’altro mi hanno influenzato e fatto innamorare de “l’arte delle muse”.»

Ultima domanda per riuscire a percepire DA CHI un Artista come te, ha tratto spunto per diventare chi è oggi.

Chi è il tuo mentore al livello bassistico?

«Il mio mentore a livello bassistico è stato senza ombra di dubbio JACO PASTORIUS per il suo stile unico, sperimentale e ineguagliabile. Per avermi illuminato sullo sconfinato potenziale di questo strumento dalla tessitura grave, facendomene innamorare al primo ascolto. Oltre a farmi comprendere che il suo ruolo in una band non era solo quello di “accompagnamento e supporto ritmico-armonico“, ma anche solistico e virtuoso. Il tutto senza mai perdere di vista la vera essenza del basso elettrico e tutta la parte emozionale che sapeva sprigionare con quelle dannate 4 corde.”

Infine Ivan ci tiene a lanciare un messaggio importante per chiunque tenda ad approcciarsi a questo mondo artistico:

«Penso che lo scopo di un buon musicista non dovrebbe mai essere quello di “assomigliare a qualcuno”. Bensì quello di trovare il proprio stile per cui essere riconosciuto e/o ammirato, provando (se possibile) a diventare quel musicista che si sarebbe voluto ascoltare, ispirando chi ti ascolta. 

Nel mio piccolo penso di esserci riuscito (se totalmente o solo in parte lascio che siano gli altri a giudicarlo). Questo perché negli anni sono diventato quel bassista che mi sarebbe piaciuto ascoltare da adolescente (anche se nella musica, come in ogni ambito, c’è sempre qualcosa da imparare, da migliorare e da “rubacchiare” ad altri!!).

L’ingrediente fondamentale deve essere sempre quello della curiosità. Se a questa si aggiungono talento, umiltà, tenacia, intraprendenza, carattere e stile ecco che si può seriamente ambire a entrare nell’Olimpo dei GRANDI!!»

Stay Rock!

AlEmy

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Manthra e Distranea – GROOVER

Manthra e Distranea sono i nuovi protagonisti dei brani che abbiamo conosciuto grazie a Groover.

Manthra

GROOVER

Attraverso la piattaforma GROOVER abbiamo scoperto dei brani davvero interessanti, pronti a “viaggiare” insieme a noi?

“Non siamo Cenere” il primo brano dei Manthra

I Manthra sono una band alternative hard rock di Roma. Il trio combina grinta, melodia e introspezione in un sound potente. Influenzati dall’hard rock classico, creano un mix personale che colpisce l’anima.

Hanno pubblicato il loro primo singolo “Non siamo Cenere” e sono pronti ad emergere nel panorama del rock italiano.

PARLIAMO DEL BRANO

“NON SIAMO CENERE” è il manifesto di una band che nasce per lasciare il segno, con un sound direto, viscerale e senza filtri.

Un’ esplosione di rock graffiante e introspezione emotiva: “NON SIAMO CENERE” racconta il tormento di un amore che consuma, ma non spegne. È la voce di chi ha toccato il fondo, ma si rifiuta di scomparire.

Potrei bruciare se vuoi, o frantumarmi, lo sai… ma noi non siamo cenere

Un passaggio tratto dal testo che racchiude tutta la tensione del brano.
Tra riff taglienti e una voce che alterna ferita e rabbia, i Manthra lanciano un messaggio chiaro: nonostante tutto, siamo ancora qui.

Vivi, presenti, indistruttibili.

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“Nuda Musa” il primo brano dei Distranea

I DISTRÁNEA sono Daniele (chitarra e voce), Adriano (basso) e Stefano (batteria): tre musicisti uniti da un’alchimia potente e istintiva.

Il loro sound nasce nel sottosuolo emotivo, dove il rock si fa terreno fertile per contaminazioni e introspezione. Una band che rifugge la banalità per scavare in profondità, tra distorsioni e poesia ruvida.

PARLIAMO DEL BRANO

“Nuda Musa”, il singolo d’esordio dei DISTRÁNEA, è un viaggio crudo e viscerale tra fragilità, ispirazione e desiderio, in cui la musa non è idealizzata, ma spogliata della sua aura mistica, rivelata nella sua umanità più autentica.

ASCOLTA l’album nella PLAYLIST ufficiale di MusicLives su Spotify : UNDERGOUND’S VOICE

DISTRÁNEA SOCIALS: Instagram – YouTube – Spotify

Leggi anche -> Roman Kays e NoDrip – GROOVER

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Stay Rock!

AlEm

NoDrip e Emathoma – Songs of the Week

NoDrip e Emathoma sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

NoDrip

Songs of the Week

Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di due artisti selezionati di settimana in settimana!

Pronti a “viaggiare” insieme a noi attraverso questi brani?

“Zeta Reticoli” il nuovo brano dei NoDrip

I NoDrip sono Gianluca Veronal (voce e chitarra), Angelo Merico (voce e basso), Charlie Amendola (batteria) e Niccolò Fabbian (voce e chitarra). La band fonde generi diversi in chiave punk rock, con la volontà di raccontare la vita con ribellione e ironia. La formazione vede Gianluca Veronal (voce e chitarra), Angelo Merico (voce e basso) e Charlie Amendola (batteria), tre musicisti accomunati dalla passione per la musica autentica e senza compromessi.

Il debutto discografico dei NoDrip è finalmente disponibile: è uscito infatti “BONUS TRACKS“, un EP che, come un biglietto da visita esaustivo e personale, presenta questo progetto nato all’ombra dei palazzi di Milano al panorama musicale indipendente. Anticipato dal singolo “Marte“, il disco è un concentrato di energia, attitudine punk e contaminazioni sonore che spaziano dall’urban al reggae, dal breakbeat allo ska, il tutto filtrato attraverso un’irriverente visione della realtà.

PARLIAMO DEL BRANO

Prodotto e mixato da Gianluca Veronal presso Attitude Studio Milano, con l’assistenza di Alessandro StradaZeta Reticoli è un mash-up sorprendente che fonde la scrittura strumentale malinconica di “Stay Together for the Kids” dei blink-182 con le parole alienanti e visionarie di “Zeta Reticoli” dei Meganoidi.

Un incastro che sulla carta poteva sembrare impossibile, ma che nelle mani dei NoDrip prende vita con spontaneità e intensità, trasformandosi in un viaggio introspettivo tra disagio generazionale, spaesamento e desiderio di riscatto.

Tra tensione emotiva e memoria collettiva, Zeta Reticoli è un omaggio sentito a due inni generazionali, ma anche un modo per riattivarne la forza oggi, creando un ponte tra passato e presente.
Perfetto per chi è cresciuto tra punk rock anni 2000 e alternative italiano, per chi ama i mash-up dal sapore nostalgico ma rivisitati con uno sguardo nuovo.

Le parole della band

«Non volevamo solo mischiare due pezzi che ci hanno segnato”, racconta la band. “Volevamo farli parlare tra loro, come se fossero sempre stati parte della stessa storia. È nostalgico, ma anche strano, alieno, sincero. È un mash-up, sì, ma a modo nostro.»

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“Darkness” il nuovo brano degli Emathoma

Gli Emathoma suonano quelle cose che ti passano per la testa e che vorresti solo tirare fuori.

Si mettono insieme nel 2023, suonano un po’ di cover in giro e poi si buttano sugli inediti. La città più anziana del Piemonte li porta a scrivere musica fatta di sensazioni tristi, distorsioni e tempi dilatati. Il loro primo singolo “it’s time to sleep but silence frightens me/dreamless nights” è uscito il 16 maggio.

Per quelli che vogliono farsi un pianto nell’angolo oppure gridare nel vuoto.

PARLIAMO DEL BRANO

Stai guidando di notte. Manca ancora un lasso di tempo indefinito e interminabile fino a casa. Alla radio passano solo il dad rock e nelle tue playlist ti ha stufato quasi tutto. La notte di venerdì 25 luglio, quando magari stai tornando dal mare oppure dall’ennesima serata priva di un momento speciale, gli Emathoma ti regalano il loro nuovo singolo, “Darkness”, in uscita per AT EF records.

Appena due mesi dopo l’esordio indipendente con il doppio lato A “it’s time to sleep but silence frightens me/dreamless nights”, un morso punk con la ferocia del post-hardcore, ora il giovanissimo quartetto astigiano apre le braccia verso coloro che avevano colpito e li accoglie in un abbraccio fatto di speranze e riverberi. Sì, c’è lo shoegaze.

Le atmosfere dilatate di “Darkness” trasportano in una dimensione onirica, dove la natura sembra essere fonte di pace e di distacco dal caos della vita quotidiana. L’oscurità che dà il titolo al brano non pervade il sogno, anzi, è qualcosa da ricercare. Quest’immagine è evocata anche nella copertina, realizzata dalla band stessa: è possibile trovare del buio in mezzo a tanta luce? È quanto viene espresso nel ritornello, che si fa forte di un testo semplice, ma azzeccato, e di sonorità malinconiche, come se si stesse facendo un viaggio nei ricordi attraverso la mente.

Darkness” è la seconda pubblicazione discografica del gruppo e anticipa un EP in uscita nel 2026. Il brano, così come gli altri presenti nel disco, è stato scritto e registrato dagli Emathoma. Mix e master sono invece opera di Francesco Iuliano.

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Leggi anche -> Aurevoir Sòfia, Elettrica, No Good – Songs of the Week

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Aurevoir Sòfia, Elettrica, No Good – Songs of the Week

Aurevoir Sòfia, Elettrica e No Good sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

Aurevoir Sòfia

Songs of the Week

Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di tre artisti selezionati di settimana in settimana!

Pronti a “viaggiare” insieme a noi attraverso questi brani?

“Ho scritto una lettera” il nuovo brano degli Aurevoir Sòfia

Aurevoir Sòfia (Sòfia come la capitale bulgara) «smontano l’hardcore e lo rimontano» (cit. Punkadeka) fin dal loro primo disco “Wither”, uscito per Professional Punkers.

Nel 2024 entrano in Kick & Snare e iniziano a pubblicare singoli con un sound diverso, più definito e personale ma che mantiene la stessa energia, sperimentando con testi in italiano, inglese e francese. Per continuare a chiedersi se gridare e ballare sia la medicina giusta per fermare questa malinconia.

E se fermarla sia la cosa giusta da fare.

Gli Aurevoir Sòfia si stanno preparando alla pubblicazione del loro secondo album “Scuola Sòfia“, prodotto da Kick&Snare Productions e in uscita il prossimo autunno. Parte del disco è stato anticipato negli ultimi mesi dai singoli “Cadillac II”, “Anything”, “Comunque lo stesso” e “Copie di copie”.
In attesa di Scuola Sòfia, il 10 agosto il quintetto suonerà al prestigioso Sziget Festival in Ungheria, grazie alla vittoria del Festival Pass targato RockIt, superando una selezione di oltre 600 artisti.

A Budapest si esibiranno insieme a nomi di rilievo della scena musicale internazionale, aprendo a Post Malone.
Intanto la band di Cinisello sta transitando per i festival più importanti d’Italia e d’Europa – tra cui Colours of Ostrava, AteneiKa, Chroma, MIND, Low-L – suonando insieme a band del calibro di Fast Animals and Slow Kids, House of Protection, The Chainsmokers, Il Teatro Degli Orrori, Elephant Brain.

PARLIAMO DEL BRANO

“Ho scritto una lettera” con le parole del gruppo: «”Ho scritto una lettera” è esorcizzare la paura della fine.»

E loro lo fanno nell’unico modo che conoscono: continuando a suonare per far sentire la propria voce.

La release del singolo è stata accompagnata dal progetto
www.hoscrittounalettera.com, un sito web in cui si invita a condividere in modo anonimo ansie, paure e pensieri, per poterli affrontare faccia a faccia e sentirsi meno soli.

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“Cosa ne sarà di noi” il nuovo brano degli Elettrica

Gli ELETTRICA sono una band indie rock nata a Milano nel 2022, un power trio dal sound energico e incisivo, dove chitarre ruggenti e ritmi martellanti si intrecciano a testi sognanti e malinconici. Suonando nei locali e nei festival in giro per l’Italia, il loro percorso di gavetta li ha resi noti per la loro intensità e l’approccio diretto, senza filtri.

Nel 2024 pubblicano il primo album self-titled “ELETTRICA“, un mix di indie, romantic rock e punk che racconta storie di sfide interiori e sogni infranti, ansie, occasioni mancate e storie di amore, solitudine, difficoltà.

Con il nuovo singolo “NON CI RIESCI MAI” aprono il 2025 restando fedeli alla loro energia ruvida e sincera, ma esplorando nuove sonorità, fondendo distorsioni e chitarre incendiare con elementi elettronici.

“GESÙ NON C’ENTRA” è il secondo singolo di questo 2025, nel quale portano avanti la loro evoluzione sonora, senza tradire le origini punk.

“COSA NE SARÀ DI NOI” è l’ultimo singolo della band, un nuovo capitolo che segna un momento di rinnovamento e sperimentazione.

PARLIAMO DEL BRANO

L’indie rock degli ELETTRICA si confronta con la realtà contemporanea, raccontando le contraddizioni e le preoccupazioni delle nuove generazioni, sempre più intrappolate tra un presente instabile e un futuro incerto.

COSA NE SARÀ DI NOI è un brano dal sapore dolceamaro: il sound grintoso dato dalle chitarre distorte, il basso e la batteria incalzanti, si intrecciano ad una riflessione profonda sul desiderio di fuga e la ricerca di un nuovo inizio.

La produzione, in pieno stile ELETTRICA, si arricchisce di una novità: l’introduzione del sintetizzatore, che aggiunge una dimensione elettronica al brano. L’atmosfera si fa così più sospesa, perfettamente in linea con il senso di smarrimento descritto nel testo. Il risultato è una canzone che unisce grinta e malinconia, urgenza espressiva ed introspezione.

COSA NE SARÀ DI NOI  rappresenta un nuovo capitolo per gli ELETTRICA, che continuano ad evolversi e rinnovarsi, rimanendo però fedeli alla propria identità rock e dimostrandosi in grado di dare voce alle emozioni e ai pensieri di una generazione persa nei propri drammi, con coerenza ed autenticità.

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Gli Elettrica SOCIALS: Facebook InstagramYouTubeSpotify

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“Domani” il nuovo brano dei No Good

I No Good si sono formati a Udine nel 2019 e si sono rapidamente affermati come una delle realtà più interessanti della scena punk rock friulana. Grazie alle loro performance live energiche, hanno conquistato un pubblico fedele in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, aprendo, negli ultimi anni, concerti di artisti del calibro di Piero Pelù a Spililand, Spilimbergo (PN), i Punkreas al Green Volley, Teor (UD), e i Dari e i Lost al Summercrock, Borghetto (PD).

Attivi e riconoscibili anche per la loro forte presenza online, i No Good continuano a costruire una community affezionata attraverso contenuti originali su Instagram e TikTok, dove si distinguono per il tono ironico, pungente e creativo, oltre che per l’ormai iconico passamontagna bianco.

PARLIAMO DEL BRANO

Nato sotto il sole di una primavera spagnola, Domani è un invito a prendersi una pausa dai pensieri pesanti, dalle scadenze e dalle giornate che sembrano non finire mai. Con la loro inconfondibile energia, i No Good raccontano il disagio quotidiano con leggerezza e ironia: tra riff esplosivi, testi taglienti e melodie orecchiabili, Domani diventa un inno alla libertà di lasciar correre, almeno per un giorno, e concentrarsi su ciò che ci fa stare bene.

L’artwork della copertina è firmato da Valentina Testa, che ha saputo tradurre visivamente le atmosfere calde e il contrasto emotivo del brano, offrendo un’immagine immediata ma ricca di significati.

Il brano è stato realizzato con il contributo di professionisti del panorama musicale italiano: le batterie sono state registrate al Fishbowl Studio di Preganziol, mentre chitarre, basso e voci sono state affidate a Jei Doublerice, Doublerice Audio, che ha curato anche la produzione del brano.

Mix e mastering sono stati realizzati da Andrea Fusini (Fusix), noto per il suo lavoro con artisti come i Melody Fall (Sanremo 2008), La Sad (Sanremo 2024), Bnkr 44 e Articolo 31.

Musica e testi, firmati No Good, coniugano liriche taglienti e sonorità esplosive, confermando l’identità unica della band.

Il videoclip di Domani, diretto da Ctrl Zebra Production porta sullo schermo l’atmosfera della canzone. In un’estetica estiva, calda e colorata, i No Good si muovono in un mondo vibrante ma carico di contrasti.

Un gioco visivo dolce-amaro, capace di esaltare il messaggio del brano: cercare felicità anche nella confusione quotidiana.

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Roman Kays e NoDrip – GROOVER

Roman Kays e NoDrip sono i nuovi protagonisti dei brani che abbiamo conosciuto grazie a Groover.

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“Sapore di male” il nuovo brano dei Roman Krays

La band nasce nel 2019 a Guspini nella West Coast della Sardegna.

Dopo diverse esperienze musicali ecco i Roman Krays in cui le influenze soggettive portano ad un sound rabbioso ma melodico allo stesso tempo. Il COVID non spezza la magia, anzi fortifica la voglia di trasformare la rabbia in musica e pubblicano il loro primo singolo “FOLLIA“, che racconta le pazzie di questo periodo pandemico.

La band ci prende gusto e segue un altro singolo nel 2023 “FUMO“, altra tematica sociale importante trattata, la depressione. Iniziano i primi concerti e le partecipazioni ai festival sardi. Nell’autunno dello stesso anno entrano in sala di registrazione e producono il loro primo album uscito il 10 Maggio 2024 “QUANTO COSTA SOGNARE“, anticipato dal singolo “NICOL“: brano di grande impatto tematico che ha riscosso un buon successo a livello nazionale.

La band è molto attiva live nel territorio sardo diventando una bella realtà nella scena punk rock isolana.

PARLIAMO DEL BRANO

Il brano “SAPORE DI MALE” è caratterizzato da un sound sempre più tagliente e rafforzato da un testo che affronta, come da loro consuetudine tematiche importanti. Questa volta la gestione dei propri sentimenti nell’affrontare la perdita di una persona, di un fratello, di dover somatizzare e far proprio un dolore incondizionato.

Musicalmente rappresenta un’importante evoluzione artistica per la band sarda, il sound si fa più compatto, chitarre taglienti, batteria e basso sono la locomotiva del brano che sfocia in un ritornello da cantare a squarciagola in cui i cori la fanno da padrone.

Il singolo è stato prodotto da Rockerstage Prod., registrato presso i Cut Fire Music Studios di Alberto Bandino a Sanluri (SU) e vanta la collaborazione di Fix (Madbeat).

Artwork by Motorcity Graphics.

LE PAROLE DELLA BAND

«“SAPORE DI MALE” è un brano in cui abbiamo messo davvero tutti noi stessi, è stato fatto uno step importante verso il sound che stavamo cercando e la collaborazione con Fix dei Madbeat è la ciliegina sulla torta.»

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Roman Krays SOCIALS: Instagram – YouTube – Spotify

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“Quelli che malpensano” il nuovo brano dei NoDrip

I NoDrip sono Gianluca Veronal (voce e chitarra), Angelo Merico (voce e basso), Charlie Amendola (batteria) e Niccolò Fabbian (voce e chitarra). La band fonde generi diversi in chiave punk rock, con la volontà di raccontare la vita con ribellione e ironia. La formazione vede Gianluca Veronal (voce e chitarra), Angelo Merico (voce e basso) e Charlie Amendola (batteria), tre musicisti accomunati dalla passione per la musica autentica e senza compromessi.

Il debutto discografico dei NoDrip è finalmente disponibile: è uscito infatti “BONUS TRACKS“, un EP che, come un biglietto da visita esaustivo e personale, presenta questo progetto nato all’ombra dei palazzi di Milano al panorama musicale indipendente. Anticipato dal singolo “Marte“, il disco è un concentrato di energia, attitudine punk e contaminazioni sonore che spaziano dall’urban al reggae, dal breakbeat allo ska, il tutto filtrato attraverso un’irriverente visione della realtà.

PARLIAMO DEL BRANO

La ricetta dei NoDrip è molto personale se non inconfondibile, frutto di un mix ruvido di punk rock ed elementi urban. Attraverso queste lenti prende forma la loro visione, che porta i NoDrip a firmare quello che potrebbe essere definito il terzo atto di una trilogia generazionale: dopo “Quelli che benpensano” di Frankie hi-nrg mc (1997) e “Quelli che non pensano” di Marracash (2019), arriva ora Quelli che malpensano, un ritratto crudo di una generazione iperconnessa, disillusa e costantemente sospettosa.

Tra truffe quotidiane, solitudini digitali e moralismi di facciata, il brano racconta la paranoia sociale contemporanea con un’attitudine feroce e diretta. Il sospetto non è più una debolezza, ma un’arma di difesa.

Nessuno si fida più di nessuno, nemmeno di sé stesso.

L’autoanalisi si fa collettiva, mentre le liriche affilate si intrecciano a un sound grezzo e istintivo, figlio della scena punk ma contaminato da influenze urbane.

Il singolo segna anche l’ingresso ufficiale in formazione di Niccolò Fabbian (Millennial Daze), che contribuisce a definire la nuova identità della band e apre le porte a una fase creativa in costante evoluzione. Il prossimo EP è già in lavorazione e uscirà a fine ottobre 2025, promettendo una maturità artistica ancora più marcata, senza perdere la voglia di graffiare.

“Quelli Che Malpensano” è prodotto e mixato da Gianluca Veronal presso Attitude Studio Milano, con Alessandro Strada come assistente di studio.

LE PAROLE DELLA BAND

«È nata un po’ per sfogo e un po’ per ridere delle paranoie che ci girano in testa ogni giorno. È quel momento in cui ti senti osservato, giudicato, e ti viene voglia di dire tutto in faccia, senza filtri. Con il nostro stile: diretto, incazzato e anche un po’ ironico.»

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AlEmy

Moondome, Heavywings e Campa – Songs of the Week

Moondome, Heavywings e Campa sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

Moondome

Songs of the Week

Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di tre artisti selezionati di settimana in settimana!

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“The Boarding” il nuovo album dei Moondome

Una miscela tra sperimentazione progressive rock degli anni ’70 ed emotività alternative metal del ’90, i Moondome sono una band che continua a prendere ispirazione dalla vastità dello spazio e dagli abissi marini.

Nati nell’entroterra romagnolo durante l’estate del 2017, attraverso vari cambi di formazione ed una approfondita ricerca del suono, la band si è consolidata definitivamente nel 2022 con: Luca Molinari (voce, chitarre, tastiera), Luca Foschi (basso, cori), Riccardo Coromano (batteria, percussioni) e Lorenzo Biondini (voce).

Nel 2021 pubblicano “Coil”, primissimo singolo del progetto, ma grazie all’entrata di Lorenzo la band riesce a pubblicare anche altri brani come “Void Floating”, “5 Strings’ Song”, “Good Riddance” e finalmente completare il loro primissimo album in studio: “The Boarding”.

Questi quattro ragazzi uniscono le loro diverse influenze ed esperienze musicali per creare un’atmosfera vorticosa e traghettarvi in una nuova dimensione.

PARLIAMO DELL’ALBUM

The Boarding” è il primo album dei MOONDOME.

Un viaggio che scivola tra le problematiche dettate dal macrocosmo e quelle del microcosmo, un incontro tra ciò che è irraggiungibile al nostro tatto e ciò che invece è di fatto tattile. Atmosfere di pura sperimentazione Progressive Rock anni ‘70 si incrociano e mescolano con l’aggressività emotiva dell’ Alternative Metal degli anni ‘90.

Un concept album composto da nove brani che toccano diverse tematiche: conflitti interiori che si rigettano in esteriori, l’Universo, gli Abissi Marini e la Psiche Umana si fondono per dare all’ascoltatore un’esperienza di ciò che il vuoto può veicolare. Attraverso la loro Musica, la band di Cesena porta un bagaglio strumentale carico di emotività cupa e a tratti alienante, ma anche potenza ed efficacia nelle loro strutture solide e sonorità corpose.

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“I’m (not) like you” il primo EP degli Heavy Wings

Il progetto Heavy Wings nasce nel 2021 dall’incontro di Kayla (voce e chitarra ritmica) e di Enrico (chitarra solista).

L’obiettivo è, fin dall’inizio, quello di scrivere canzoni inedite principalmente in lingua inglese dal sound che spazia tra vari generi, dall’alt-rock al pop, dal metal al blues. 

Gli Heavy Wings debuttano su tutte le piattaforme streaming con “Soldier” nel 2022.

Nel 2023, il gruppo si amplia grazie all’entrata fissa di Fabio alla batteria e viene lanciato un secondo singolo, “Nothing But Remains”, una ballad dal sound acustico e malinconico.

Il 2024 vede l’uscita di “The Longer The Weaker” e “UNFORGIVEN”, i primi due brani dell’EP in cantiere della band.

UNFORGIVEN” è stato prodotto in cooperazione con PanMusic (etichetta indipendente torinese) e il sound è un mix di influenze alt-rock, metal e pop-rock.

Anche “I’m (Not) Like You” è stato prodotto in collaborazione con PanMusic, e il suo sound è un mix di influenze alt-rock, metal e pop-rock.

PARLIAMO DELL’EP

“I’m (Not) Like You” è il primo EP della band alt-rock italiana Heavy Wings. L’album è stato prodotto in collaborazione con PanMusic (etichetta torinese) e il suo sound è un mix di influenze alt-rock, metal e pop-rock.

L’EP è composto da 5 tracce che trattano di temi personali e in gran parte collegabili al vissuto dei 4 componenti della band e alla loro necessità di esorcizzare i propri demoni interiori attraverso la musica.

TRACK BY TRACK

“The Longer, The Weaker” è il singolo di apertura, un viaggio introspettivo che prende spunto da sonorità blues e hard rock reinterpretate in chiave moderna, un dialogo con sé stessi per spronarsi ad agire e far sì che tutto ciò che desideriamo diventi realtà, dimenticando i pregiudizi, la morale e il pensiero della gente. Il grido di libertà e ribellione di una generazione abbandonata.

“Unforgiven” è stata scritta a partire da un riff di chitarra che rimanda alle sonorità taglienti dei Rage Against The Machine e agli assoli allucinati di Jack White. Questa canzone rappresenta la voce che ci gira nella testa, che continua a dirci che non siamo bravi abbastanza e che non meritiamo ciò che otteniamo.

“Sleeptalk” è una canzone che intreccia nostalgia e inquietudine, un dialogo tra il passato e il presente. Il brano è il riflesso delle notti insonni, quando il cuore si apre e la mente viaggia verso ciò che hai perso, ciò che hai amato, e ciò che non puoi più avere.

“I’m (Not) Like You” è il singolo che dà il titolo all’EP, e nasce dall’esigenza della cantante di fare un tuffo nel passato in cerca di risposte. E’ la negazione di una bambina all’essere paragonata alla figura paterna. I versi malinconici della canzone contrastano con le chitarre furiose e la batteria incessante del ritornello. Il contrasto che si viene a creare esprime la tristezza interiore e la rabbia che desiderano ardentemente esplodere.

“Anymore” è la traccia di chiusura dell’EP, narra la storia di un’amicizia finita attraverso potenti linee vocali e riff di chitarra melodici nello stile di Disturbed e Avenged Sevenfold.

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“Storie da raccontare” il nuovo brano di Campa

Luca Campagnaro, in arte Campa, è un artista classe 1996 della provincia di Venezia. Fin da bambino si appassiona alla musica punk, nella quale trova rifugio per evadere dalla quotidianità. Dopo anni di gavetta nelle band punk di provincia come chitarrista e cantante, si dedica all’autoproduzione e nel 2021 dà vita al suo progetto solista con la pubblicazione del primo singolo “C’era una volta”.

Nel 2022, insieme al batterista Charlie Amendola, pubblica una serie di singoli che lo introducono alla scena pop punk e gli fanno guadagnare attenzione.

Nel 2024 inizia la collaborazione con Ince dei WEL alla produzione, in occasione del Cipre Lab Summer Fest apre ai Sick Tamburo.

Il 28 febbraio 2025 arriva il suo primo EP “Loop”.

PARLIAMO DEL BRANO

A pochi mesi dal l’EP d’esordio “Loop” (NEEDA Records, 2025), Campa ritorna con “Storie da raccontare”, un nuovo singolo prodotto da Luca Incerti dei WEL.

Il brano sfrutta la spensieratezza del pop punk per rendere il sentimento di leggerezza tipico di un’estate fatta di avventure e momenti da condividere.

“Storie da raccontare” è un invito a godersi la gioventù senza farsi frenare dallo stress quotidiano. Su ritmiche frizzanti e attraverso testi sinceri, l’artista canta il desiderio di vivere ogni sogno, anche a costo di sbagliare, pur di collezionare ricordi indimenticabili.

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Krida, Evelyn Roger, Eczema – GROOVER

Krida, Evelyn Roger e Eczema sono i nuovi protagonisti dei brani che abbiamo conosciuto grazie a Groover.

Krida

GROOVER

Attraverso la piattaforma GROOVER abbiamo scoperto dei brani davvero interessanti, pronti a “viaggiare” insieme a noi?

Schiena contro schiena” il nuovo brano dei Krida

I Krida sono: Davide (voce), Luca (basso), Damiano (Chitarra e voce) e Marco (batteria). Tutti e 4 vengono da band differenti del parmense, e una sera del 2024, casualmente a un concerto, si incontrano e iniziano a ragionare sull’ipotesi di formare una band insieme, basandosi sulla stessa passione per la musica per lo più pop punk/punk rock.

Si chiudono in una cantina che poi diventerà un vero e proprio studio, e iniziano a scrivere brani inediti cantati in italiano che spaziano da melodie più energiche a pezzi più romantici e melodici. Appunto perché le influenze dei 4 sono diverse, i pezzi che vengono fuori parlano di varie tematiche: feste sfrenate tipicamente pop punk, delusioni d’amore, amicizia e voglia di non invecchiare.

Nell’autunno del 2024 decidono di registrare i primi tre pezzi al Take Away Studios di Modena con la collaborazione di Federico Ascari che li segue per la produzione, registrazione mix e master.

Il primo singolo “Guardarsi in faccia” esce a Gennaio 2025 ed è la primissima bozza di canzone che Damiano ha fatto sentire agli altri membri della band e che forse ha fatto scattare la scintilla.

A Febbraio è uscito il secondo singolo “Farne a meno” che parla di una notta di festa scatenata riprodotta molto fedelmente nel videoclip. Nel frattempo i pezzi prodotti sono diventati circa una decina e quindi arriva anche il primo concerto il 14 Marzo al Pop Punk Mosh Party di Parma.

Il rapporto con Federico Ascari e l’ottimo risultato in termini di registrazione li convince ad affidarsi nuovamente a lui per le prossime tre canzoni che verranno registrate questa estate.

Il desiderio adesso è quello di suonare dal vivo, per far arrivare la musica dei Krida a più persone possibili e trovare un’etichetta che possa aiutarli a diffondere la loro musica.

PARLIAMO DEL BRANO

“Schiena contro Schiena” è il terzo singolo dei Krida e si propone come ballad Pop-Punk della band, pur mantenendo una buona “carica” strumentale, tipica del loro sound.

Il testo tratta di una relazione finita, attraverso un racconto “ad immagini” e un ritornello molto melodico che rimane ben impresso nell’ascoltatore.

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Pistole tra i Peluche” il nuovo album degli Evelyn Roger

Dalla scena underground di Roma irrompono gli Evelyn Roger, una band che unisce la furia della New Wave of British Heavy Metal a un sound personale, ricco di melodie avvincenti e cori da inno.

Con il loro album d’esordio “Pistole tra i Peluche” in uscita il 30 maggio 2025, si preparano a conquistare la scena metal italiana, mescolando tradizione e modernità in un modo unico e coinvolgente.

Nati tra i locali della capitale, gli Evelyn Roger si distinguono fin da subito per il loro approccio anticonvenzionale: testi scritti in italiano, un’estetica piratesca che influenza anche il loro look, e temi che spaziano tra avventure marinare e riflessioni sull’attualità.

Questo contrasto tra epicità e realtà diventa il loro marchio di fabbrica, attirando l’attenzione di chi cerca qualcosa di fresco nel panorama heavy.

PARLIAMO DEL BRANO DR. HOUSTON

Una canzone dura, che tratta di un argomento delicato, in modo asciutto e diretto. Ci si immedesima in un paziente cui viene diagnosticato un tumore e che vede, in un attimo passargli la vita davanti.

Si rende conto di quanto sia prezioso il tempo che lasciamo passare sprecandolo e che, di fronte ad un orologio che conta i minuti che mancano alla fine, ogni secondo diventa prezioso.

Del fatto che, da padre, lascerà il figlio senza guida troppo presto, la preoccupazione per la moglie che resterà sola con responsabilità che di solito si affrontano in due, il pensiero ad una figlia che probabilmente non farà in tempo a vedere ma che già sa, sarà la più bella del mondo.

Il tutto condito con la musica incalzante e mai banale degli Evelyn Roger, con un ritornello che porta a riconsiderare le priorità nella vita di ognuno ed il fatto che basta un segno su una lastra per rivoluzionare le aspettative ed i bisogni personali.

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Diagnosi” il nuovo brano degli Eczema

Gli ECZEMA sono un gruppo punk post-moderno italiano, formatosi in Sardegna nel corso della prima metà del 2022. Nel giugno 2023 hanno diffuso in rete il loro primo singolo “Insulina“, seguito da “Diarrea“, nel luglio 2024.

Nell’agosto 2024 ha visto finalmente la luce il loro primo album, “Diagnosi”.

Tema portante dei testi di “Diagnosi” è la corporeità, anche nei suoi sensi più viscerali e la malattia, attraverso il quale parlare delle contraddizioni della società attuale.

Non mancano peraltro testi di matrice più letteraria, come “Sulla spiaggia“, ispirato a Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami. Quanto alle sonorità dell’album, esse rappresentano la sintesi delle diverse esperienze musicali dei componenti del gruppo e spaziano dal post punk (Un dio e Pagliaccio), al punk rock più classico (Diarrea), senza tralasciare accenti di hardcore (Malattia), di hard rock e di pop punk.

Il 2 giugno 2025 è stato pubblicato il nuovo singolo “Diagnosi”, che si porta dietro il titolo del primo album, quasi a chiudere un percorso di cui rappresenta la sintesi, per aprire un nuovo corso di sperimentazione musicale da parte della band.

PARLIAMO DEL BRANO

“DIAGNOSI” consolida una strada precisa nel percorso degli Eczema, ascrivibile al “punk post moderno”, sia a livello di sonorità che di tematiche trattate.

Si porta dietro il titolo del primo album, quasi a chiudere un percorso di cui rappresenta la sintesi, per aprire un nuovo corso di sperimentazione musicale da parte della band.

In quanto al tema trattato, anche in questo caso si consolida la tendenza a trattare il tema del disagio sociale attraverso la metafora della malattia.

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Merging Beats, Silly Sam, Drum ‘n Jack – Songs of the Week

Merging Beats, Silly Sam e Drum ‘n Jack sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

Merging Beats

Songs of the Week

Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di tre artisti selezionati di settimana in settimana!

Pronti a “viaggiare” insieme a noi attraverso questi brani?

Me ne Frego” il nuovo brano dei Merging Beats

Merging Beats è energia pura, un mix di rock alternativo, riff potenti e melodie intense. Nati a Milano nel 2018, hanno affinato il loro sound tra palchi e festival, fino a trovare la loro voce: un rock crudo e raffinato, contaminato da influenze progressive e metal.

Dopo l’EP “Easy Play” (2022), che li ha portati fino al palco dell’Ariston per Sanremo Rock, il 2023 segna la svolta con “Non Avere Paura“, il primo album interamente in italiano, pubblicato con Volcano Records PromotionThe Orchard (by Sony).

Nel 2024 portano la loro musica in tutta Italia, aprendo al Banco del Mutuo Soccorso e Neil Zaza, e conquistiamo Bonefro Rock.

La loro missione?

Fondere battiti, ritmi e persone in un’esperienza live potente e autentica.

PARLIAMO DEL BRANO

“Me ne frego” è il nuovo singolo dei Merging Beats: un grido di liberazione per chi non si conforma.

In un’epoca che celebra solo il successo e la performance, il brano si schiera dalla parte di chi non si adatta, di chi ha fallito ma non ha smesso di lottare.

Un manifesto sonoro di ribellione e orgoglio, che unisce l’energia del rock alternativo a cassa dritta, synth taglienti e chitarre aggressive.

Con “Me ne frego”, i Merging Beats trasformano la sconfitta in atto di resistenza, invitando chiunque si senta fuori posto a ballare sopra il giudizio altrui. Un inno per perdenti fieri, scritto per accendere i palchi e scuotere le coscienze.

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Non ho tempo” il nuovo brano di Silly Sam

Classe 2002, Silly Sam, nome d’arte di Samuele Buchsbaum, si forma all’interno della scena hip hop udinese, per poi esordire a Milano nel 2020
unendo le metriche del rap alle nuove sonorità pop punk.

Attraverso testi affilati come rasoi si muove tra temi socialmente scomodi, cercando di portare positività e ottimismo a coloro che si sentono sbagliati, facendo la guerra ai pregiudizi, alla polemica e alle critiche.

«Non ho tempo per scrivere una descrizione del brano e scommetto che tu non hai tempo per leggerla.

Proprio di questo parla il brano, ma ascoltalo che fai prima.»

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Habitat” il nuovo brano dei Drum ‘n Jack

Drum N’ Jack sono una band toscana che affonda le proprie radici nell’amicizia fraterna tra Riccardo (Drum) e Giacomo (Jack). Formatisi nel 2022 e affiancati dal chitarrista e produttore Simone e dal bassista e videomaker Armando, la band rilascia in pochi mesi i primi singoli tra i quali spiccano “Ricominciamo da noi”, brano simbolo della loro rinascita, “Millennials”, un esplosivo e nostalgico tributo alla loro generazione, “Fai di me ciò che ti pare” e “Sembra Impossibile”, ballad folk-rock con la quale i ragazzi lucchesi raggiungono la finale di Sanremo Rock & Trend 2023 al teatro Ariston.

Nel 2024 i Drum N’ Jack sono stati ospiti a Radio 2 nella trasmissione “Sogni di Gloria”, a Rai 2 nella trasmissione “E viva il Videobox” e in estate hanno aperto il concerto degli Alkaline Trio al Bay Fest di Rimini.

A maggio 2025 la band si è esibita nella prima tappa del tour “Estate Nostalgia 2025” di Radio Nostalgia e in estate suonerà, fra gli altri, al Pistoia Blues, alla tappa altopascese del tour di Nostalgia ‘90 e al BEAT Festival di Empoli.

PARLIAMO DEL BRANO

“HABITAT” parla della crisi dei trent’anni che attraversa oggi la generazione dei millennials, gli eterni Peter Pan cresciuti a cavallo fra gli anni ’90 e 2000.

Tanti i riferimenti alla cultura pop di quel periodo: da Tarantino e De Niro a Blink-182 e gli Articolo-31, con una dedica particolare rivolta agli 883 che forse più di altri hanno segnato e cresciuto un’intera generazione di nostalgici. Insomma, tutti riferimenti forti di un’epoca a cui i trentenni di oggi sono ancora indissolubilmente legati.

Il brano segue un po’ lo stile pop punk dei precedenti singoli, ma con sonorità forse più crude ed essenziali. Le strofe sono incalzanti e il ritornello è uno sfogo che risuona come una disperata richiesta di aiuto.

Il testo è molto diretto e racchiude dentro sé emozioni diverse e contrastanti: consapevolezza, rimpianti e un pizzico di depressione; ma anche speranza, ribellione e voglia di rivincita.

LE PAROLE DELLA BAND

«Ma chi l’ha detto che a 30 anni non è più concesso avere un sogno?

“HABITAT” è il grido di un uomo imprigionato in una vita che non sente sua, come un animale tenuto in cattività, fuori dal suo habitat appunto. La crisi esistenziale di un trentenne che ha smarrito la propria identità, schiacciato dalle aspettative esterne e perennemente frustrato per quello che non è stato, in un passato da cui non riesce ad allontanarsi.»

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Kypra, Le Distanze, Jack’s London Project – GROOVER

Kypra, Le Distanze e Jack’s London Project sono i nuovi protagonisti dei brani che abbiamo conosciuto grazie a Groover.

Le Distanze

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Attraverso la piattaforma GROOVER abbiamo scoperto dei brani davvero interessanti, pronti a “viaggiare” insieme a noi?

COREOMANIA” il nuovo brano dei Kypra

I Kypra prendono il nome dalla Dea Madre Picena e sono un gruppo folk metal formato nel 2018 a Fermo. Traggono ispirazione per i propri brani dal profondo rispetto per il folklore marchigiano e la storia picena, con un suono distintivo, risultato delle differenti esperienze musicali dei componenti.

Un insieme eterogeneo di generi ed influenze musicali il cui unico denominatore è il legame con le proprie radici.

Il repertorio comprende per la maggior parte brani originali composti interamente dai membri della band, ma non mancano rivisitazioni di brani tradizionali del folklore di tutta Europa.

La musica dei Kypra è quindi un insieme di tradizione e innovazione, che accompagnerà il pubblico tra Storia e Leggenda, nel ricordo (o nella scoperta) di tempi e luoghi ormai lontani dall’Uomo contemporaneo.

PARLIAMO DEL BRANO

“COREOMANIA” è il racconto di una leggenda ambientata a Strasburgo nel 1518 conosciuta anche come PIAGA DEL BALLO. Si narra infatti che una donna, Frau Troffea, inizò improvvisamente e senza motivo apparente a danzare forsennatamente, o meglio a muoversi in una serie di torsioni, giravolte e scatti asincroni e scoordinati, per le strade della città.

Il ballo si protrasse per giorni interi contagiando e coinvolgendo moltissime altre persone del paese. L’isteria di massa, così viene anche ricordata, termina con la morte dei contagiati.

Nel video ufficiale, uscito il 6 giugno 2025, solo qualcuno si salverà e potrete scoprire i retroscena di questa strana leggenda.

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Da tempo” il nuovo brano dei Le Distanze

I Le Distanze sono composti da tre membri: Andrea Manuel Pagella, Corinna Lanari e Saverio Campese. Suonano insieme da cinque anni. Andrea, pianista e cantante della band, è anche compositore dei brani, sia per la musica che per i testi.

Il cantante frequenta il Conservatorio di Genova per sette anni, ma ha iniziato a studiare musica sin da piccolissimo, così come il batterista Saverio e la bassista e corista Corinna.

Nei primi due anni di attività, nonostante le difficoltà legate al Covid, la band ha partecipato a vari concorsi. Sono stati ospiti durante la settimana del festival a CasaSanremo, dove si sono esibiti con il brano “Rimani qui“, che fa parte della colonna sonora del film The Mirror, candidato al David di Donatello.

Hanno vinto il premio nella sezione Trend di Sanremo Rock. Ottenuto il secondo posto al Sanremo Live in the City, e vinto il premio radiofonico, accompagnato dal secondo posto al Gran Gala di San Marino nel 2021.

Nel 2022 la band è stata ospite a tutte le finali regionali estive di Sanremo Rock&Trend e ha tenuto il primo concerto gratuito aperto al pubblico a Marsciano. Sullo stesso palco dove si esibì Elisa Toffoli il giorno precedente.

Alla fine dello stesso anno hanno registrato il loro primo album, che con il singolo “Sì, non ci penso!” ha raggiunto un milione di visualizzazioni su YouTube in un mese. L’album, insieme all’intero EP, è stato pubblicato nell’estate dell’anno successivo.

Il loro tour del 2023 è iniziato con l’invito da parte di Firenze Rock, che li ha ospitati come apertura del concerto dei britannici The Who, insieme ad artisti di rilievo come Tom Morello.

Nel 2024, hanno suonato anche sul palco di “Deejay on Stage”, aprendo i concerti di Clara e Alessandra Amoroso.

Il 31 gennaio 2025 è uscito il singolo “Quelli come Me e mE“, che darà il nome al loro prossimo album.

“DA TEMPO” è il nuovo singolo dei Le Distanze disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 18 aprile 2025.

PARLIAMO DEL BRANO

“DA TEMPO” è un brano intenso che esplora il momento in cui ci si rende conto di non essere più bambini, ma di essere diventati adulti, con un forte senso di malinconia.

Il sound unisce l’alternative rock degli anni ’90 alla pop elettronica dei 2000, il tutto reinterpretato in una chiave moderna.

LE PAROLE DEI LE DISTANZE

«“DA TEMPO” è un brano molto potente, personalmente uno dei miei preferiti fino ad ora, per sonorità e alternanze armoniche.

Nel testo mi ci rivedo tanto e credo che tutti possano come me rivedercisi.

Questo brano nasce da un improvvisazione pianistica: mi succede spesso di improvvisare e registrarmi. Ho preso spunto dalla melodia ritmica presente nella canzone, la melodia vocale poi è venuta da se.

In fase di registrazione ci siamo soffermati assieme al nostro produttore Fabrizio Simoncioni, sul riprodurre tutto ciò che avevamo in testa attraverso attrezzature particolari e filtri di alto livello.»

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SCELTE” il nuovo brano dei Jack’s London Project

I Jack S. London Project sono un gruppo musicale che nasce a Roma nel 2011.

I testi e le musiche sono di Jacopo Saltari (voce e chitarra), e incontrano prima i ritmi e le idee di Andrea Vittozzi alla batteria e subito dopo le linee melodiche di Marco Garripoli al basso.

Le influenze musicali rock, noise, grunge e metal (Litfiba, Zen Circus, Marlene Kuntz, Ministri, Nirvana, Pearl Jam, Red hot Chili Peppers, Metallica, Dream Theater, Muse) danno vita a un power trio molto potente, che bada molto alla sostanza e meno al virtuosismo, con sonorità più “sporche e cattive” unite a testi cantati in italiano.

Dopo anni di prove e piccoli concerti, nel 2022 i Jack S. London Project arrivano all’incisione dei lori brani presso lo studio di registrazione Strastudio di Roma, con la produzione artistica di Giorgio Maria Condemi (chitarrista di Francesco Motta, Giovanni Truppi, Andrea Satta, Marina Rei, Bassista per Lepre) e Giovanni Istroni (Orchestra di Piazza Vittorio).

A Dicembre 2023 esce il primo album “VITE DA AUTOMI” autoprodotto, che comprende 8 brani che alternano sonorità potenti a delle ballad.

Segue un periodo di concerti in giro per la Capitale e nel frattempo non smettono le registrazioni, infatti a Dicembre 2024 esce il secondo album “SCELTE“.

Come il precedente è autoprodotto e comprende 8 nuovi brani e, come per il primo disco, è sempre l’ultima canzone a dare il nome all’album.

Nei live si unisce al gruppo Leonardo Filippo Longhi Persico come chitarrista, e in questo periodo continuano i concerti per i locali di Roma.

Le copertine degli album e il logo del gruppo sono stati ideati dal batterista Andrea Vittozzi.

PARLIAMO DEL BRANO

SCELTE” è la naturale prosecuzione del primo album, ma si da più spazio alla quotidianità, ai problemi legati alla vita in una grande città come Roma: l’amore, le aspettative, i legami familiari, la rabbia, le scelte che condizionano il nostro presente, sia quelle effettuate che quelle subite, il sapersi muovere tra casa, lavoro, famiglia, amori, amicizie, il sapersi fermare a comprendere quello che accade giorno per giorno.

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LOST, Silly Sam & Vince, Stefano Attuario – Songs of the Week

LOST, Silly Sam & Vince e Stefano Attuario sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

LOST

Songs of the Week

Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di tre artisti selezionati di settimana in settimana!

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Amen” il nuovo brano di Stefano Attuario

Stefano Attuario, cantautore e scrittore comasco, ha iniziato il suo percorso musicale da autodidatta, coltivando un linguaggio artistico che unisce parola e suono in un’espressione fortemente personale.

Autore dei romanzi “Beautiful Day” e “Leggero il peso dell’amore“, ha ottenuto riconoscimenti anche in ambito poetico con testi come “Morte Amica“, dedicato a David Bowie. Attuario è stato anche conduttore radiofonico su GBJ International con il programma “BlackOut“.

Nel 2023 ha debuttato come solista con il singolo “Un Demone La Mia Morale“, seguito da “Liberi Respiri” (in collaborazione con Ray Heffernan) e da “Arcobaleni in bianco e nero“, tutti accompagnati da videoclip diretti dall’artista e regista Lory Muratti.

Nel 2024 ha pubblicato l’album “Nemesi” (Terzo Millennio Records), prodotto da Max Zanotti (già leader dei Deasonika e Casablanca), ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali per i videoclip dei singoli estratti.

A marzo 2025 è uscito il singolo “Insetti“, sempre prodotto da Zanotti, accolto con entusiasmo dalla critica e presentato in anteprima su Sky TG24, aprendo la strada al nuovo progetto discografico “Babele“, in uscita nel corso dell’anno.

Con “AMEN”, Stefano Attuario continua a confermarsi come una delle voci più interessanti e profonde del nuovo cantautorato italiano, capace di fondere narrativa, musica e visione.

PARLIAMO DEL BRANO

Con la produzione artistica di Max Zanotti, “AMEN” è una canzone che mette in luce tutta la fragilità e la forza di chi sceglie di credere in se stesso, nonostante i giudizi, le aspettative altrui e le ombre del dubbio. È una preghiera laica e un atto di ribellione insieme: un invito a trovare, nella musica e nell’arte, un rifugio dove ogni verso diventa una dichiarazione d’indipendenza e ogni nota un grido di libertà.

In questo ambiente sonoro, chiaroscurale e coinvolgente, strumenti acustici e sintetizzatori si intrecciano per creare un’atmosfera intima e suggestiva, capace di evocare dolore e speranza, sconfitta e rinascita. Le voci – spesso sussurrate – diventano dialogo interiore, mentre la progressione armonica accompagna l’ascoltatore lungo un percorso di trasformazione emotiva.

Il testo (denso, poetico e simbolico) affronta la solitudine dell’anima che cerca sé stessa. Immagini forti come “la vena solitaria che recita il suo rosario” o “l’assenzio sotto forma di fata verde” danno corpo a emozioni complesse come il disagio, la malinconia e la ricerca di significato. Le rime, descritte dall’autore come “talismani”, diventano protezione e strumento di sopravvivenza in un mondo incerto.

Con “Amen”, Stefano Attuario conferma la sua capacità di fondere parole e musica in un racconto esistenziale autentico, dove la vulnerabilità diventa potenza espressiva, e l’arte un luogo di rifugio e verità.

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Uno a posto” il nuovo brano di Silly Sam & Vince

VI PRESENTIAMO SILLY SAM

Classe 2002, Silly Sam (nome d’arte di Samuele Buchsbaum) si forma all’interno della scena hip hop udinese, per poi esordire a Milano nel 2020 unendo le metriche del rap alle nuove sonorità pop punk.

Attraverso testi affilati come rasoi si muove tra temi socialmente scomodi, cercando di portare positività e ottimismo a coloro che si sentono sbagliati, facendo la guerra ai pregiudizi, alla polemica e alle critiche. Con la sua musica che mescola il flow del rap alla potenza del pop punk è finito nelle playlist editoriali di Spotify sanguegiovane e New Music Friday Italia.

Negli anni ha macinato date tra il Nord e il Centro Italia, partecipando a varie serate (Emo Night, Emo Sucks, Punk Rock Night, Pop Punk Mosh Party, That’s so Emo!, FestivalPark, Bloc Freaks, All The Punx Kids) e aprendo ad artisti come Il Pagante, Eyes Set to Kill, Psycho Village, Logan17, Sunset Radio, xDiemondx e WEL.

VI PRESENTIAMO VINCE

Vince, nome d’arte di Leonardo Vicentini, nasce nel 2000 a Rovereto (TN).

Il progetto nasce dalla gabbia del lockdown e viene nutrito a Milano, città da cui è stato adottato per concentrarsi sulla sua passione per la musica. Cresciuto con il rock classico e formatosi con il pop punk dei primi Duemila, il suo stile coniuga la cura al dettaglio tipico del primo e l’entusiasmo e lo slancio propri del secondo, unendoli in una formula pop rock fresca e impattante.

L’obiettivo di Vince è portare qualcosa di nuovo nella scena, che parli il linguaggio dei giovani ma con la qualità di una volta: in un mondo fatto di produttori e MIDI, di algoritmi e playlist editoriali, punta sull’analogico e sulle sale prove, ricerca i graffi e il sudore.

PARLIAMO DEL BRANO

Dare voce ad una generazione che si sente sempre fuori posto: Vince e Silly Sam uniscono le forze per un brano pop punk dall’energia diretta e travolgente.

“Uno a posto” nasce dal retroterra comune a quei giovani che a un’esistenza grigia e monotona contrappongono la propria voglia di reagire.
Se diventare grandi comporta rientrare nei ranghi della “normalità”, i due
cantautori interpretano la scissione di chi si sforza per essere considerato un “tipo a posto” dalla società, ma prende coscienza che questa sensazione di stare bene quando dentro tutto crolla in realtà è solo un’illusione.

Mescolando ironia e introspezione, il testo rivela in modo diretto la fragilità di chi vive tra notti sbagliate e verità negate.

“Uno a posto” è fatta di suoni freschi e di suoni ruvidi: ritornelli da cantare a squarciagola per una generazione che non sa cosa essere, ma sa chi non vuole diventare.

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Come vetri in gola” il nuovo brano dei LOST

I LOST sono stati una delle band più influenti degli anni 2000, vincendo un MTV Europe Music Award nel 2009, un DVD di Platino, numerosi dischi d’Oro e molti altri riconoscimenti. Con collaborazioni internazionali (tra cui Joel Madden dei Good Charlotte) e lunghi tour in tutta Italia, hanno lasciato un segno indelebile nella scena musicale.

Ora, i LOST rinascono con un sound potente e tagliente, che fonde l’energia del rock moderno con influenze post-hardcore e metalcore. I loro testi, crudi e diretti, riflettono i tempi in cui viviamo: non solo scavano nelle emozioni più intime come l’insicurezza, la solitudine e la paura, ma affrontano anche il collasso sociale, l’oppressione e il peso di un sistema che spesso schiaccia l’individuo.

In equilibrio tra rabbia e consapevolezza, i LOST danno voce a chi si sente alla deriva, ma anche a chi trova la forza di lottare. Una nuova identità per un nuovo capitolo: più oscuro, più intenso, più reale.

PARLIAMO DEL BRANO

“Ogni pugno che ho preso è forza nel mio fiato.”

Con questa frase cruda e simbolica, i LOST continuano il viaggio iniziato con “Lontano dalle ombre”, proseguendo la loro trasformazione artistica più radicale. “Come vetri in gola” è il secondo tassello di un nuovo linguaggio musicale e visivo: più oscuro, viscerale, contemporaneo.

Il brano è una ferita aperta che pulsa su un tappeto sonoro cupo, potente e contaminato.

Un inno alla resilienza sporca.

Una confessione che si fa rito.

La voce taglia come una lama, tra sfoghi gutturali e aperture melodiche che lasciano intravedere una luce disturbata ma presente. Il testo è un’esplorazione emotiva del tradimento, non solo in senso relazionale, ma esistenziale. La fiducia infranta, l’identità distrutta, la necessità di ricomporsi in qualcosa di altro.

Il videoclip ufficiale è un’esperienza sensoriale e simbolica.

Costruito in quattro atti, è un rituale visivo in cui la protagonista (figura muta e universale) attraversa la perdita di sé, si abbandona al controllo, si disgrega in glitch e infine rinasce sotto forma di creatura sintetica e altra.

Tra luci fredde, mani guantate di rosso, occhi staccati dal volto e fiori cablati, il racconto si frammenta come un sogno disturbato.

La band non è spettatrice: è parte attiva del rito, inglobata nella mutazione visiva.

Il risultato è una preghiera glitchata, in cui la dissoluzione dell’identità diventa atto sacro.

Il video è parte di una trilogia visiva che accompagna l’evoluzione musicale del progetto.

Stay Rock!

AlEmy

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Leggi anche -> LOST: l’intervista e Walter Fontana: l’intervista

Leggi anche -> Millennial Daze, Breathe Me In e Zipper Blues – Songs of the Week

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Millennial Daze, Breathe Me In e Zipper Blues – Songs of the Week

Millennial Daze, Breathe Me In e Zipper Blues sono i nuovi protagonisti del nostro format Songs of the Week.

Millennial Daze

Songs of the Week

Songs of the Week è un format che ci permetterà di conoscere le nuove uscite di tre artisti selezionati di settimana in settimana!

Pronti a “viaggiare” insieme a noi attraverso questi brani?

“Tempesta” il nuovo brano dei Millennial Daze

Power trio dal sound fresco e trascinante, i Millennial Daze fondono l’immediatezza del pop con l’energia ruvida del punk, dando vita a un mix dolceamaro e coinvolgente.

Il risultato è un suono diretto ma sfaccettato, capace di alternare esplosioni di energia a momenti più introspettivi. Tra melodie decise e chitarre taglienti, la band racconta con sincerità tematiche sociali, personali e riflessive, mantenendo sempre una forte identità sonora, che mescola energia e melodia.

PARLIAMO DEL BRANO

Arriva la bella stagione e i Millennial Daze ci regalano “Tempesta”: un brano crudo e adrenalinico che mette a nudo il malessere mentale e l’instabilità emotiva di chi si sente costantemente sull’orlo del blackout.

Senza cambiare sonorità e attitudine, la band pop punk sperimenta il cantato in italiano, dando voce a chi si sente intrappolato in una lotta continua, dove ogni certezza viene spazzata via.

Uno sfogo per chi si sente perso ma continua a resistere, in cui resta solo la voglia di urlare forte prima che tutto crolli.

“Tempesta” racconta di notti insonni, pensieri ossessivi e il bisogno disperato di un senso.

Colpisce duro, come quando la voce si spezza.

E allora ci si sfoga urlando perché non si ha più voglia di tenere tutto dentro.

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“Ti Guardi da Fuori” il nuovo brano dei Breathe Me In

I Breathe Me In nascono nel 2008 fra i banchi di un liceo di provincia di Torino. Da sempre metal nello spirito, hanno inseguito, consumato, reimpastato i generi e gli artisti che più li appassionavano, inseguendo i loro sogni di calcare i palchi.

Li hanno accompagnati nella ricerca del loro genere le batterie frenetiche di Joey Jordison degli Slipknot, le melodie ambivalenti tra le linee morbide e gli scream potenti di Chester dei Linkin Park e le chitarre distorte e un po’ di synth e wobble bass alla Skrillex. Finché non hanno deciso di darsi una calmata, o quasi, incominciare a cantare in italiano, e a mettere sempre più cuore nel loro progetto.

Ad oggi propongono un indie-pop-rock con, ovviamente, un po’ di metal.

Tutto ciò è ben rappresentato dai nuovi singoli in uscita nel 2022, ad anticipare un album rimasto a lungo in cantiere, nato dalle scrivanie delle loro camerette in quarantena e concluso negli studi di Pan Music, da qualche anno punto di riferimento della band.

PARLIAMO DEL BRANO

Ti Guardi Da Fuori” è un brano alternative rock che unisce chitarre elettriche dense, synth oscuri e una voce cruda e vulnerabile.

Un suono viscerale e potente che racconta la dissociazione emotiva di chi prova a tenersi insieme mentre dentro tutto si muove troppo forte.

È la colonna sonora di una relazione tossica, di un amore che stringe e soffoca, fatto di silenzi, parole mai dette e promesse spezzate. Un loop emotivo da cui è difficile staccarsi, anche quando si è consapevoli del dolore che provoca.

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“AOC” il nuovo brano dei Zipper Blues

Gli Zipper Blues sono una rock band veronese nata nel 2018. Il progetto fonde due anime musicali: da un lato le atmosfere minimali e malinconiche della new-wave dei primi anni ’80, dall’altro l’impatto ruvido e viscerale del grunge anni ’90. A fare da collante è l’attitudine punk-rock, comune denominatore da cui entrambe le influenze prendono vita. Ne nasce un suono personale, oscuro e tagliente, ma al tempo stesso evocativo e ricco di sfumature emotive.

Il nome della band è una libera citazione del brano 1979 degli Smashing Pumpkins.

Nel 2022 pubblicano il loro primo EP “I Wish I Could Be Like a Tree” dal quale sono stati estratti tre singoli e due videoclip.

Alla base del loro progetto c’è un’intensa attività live che si intensifica nel 2024 tra Veneto e Lombardia. Gli Zipper Blues hanno preso parte a numerosi contest locali e nazionali, collezionando importanti traguardi: terzo posto al Padova Rock Contest 2021, finalisti al Vicenza Rock Contest 2021 e allo Scaligera Music Contest 2022, e semifinalisti al Borgo Sound Festival 2023 di Parma.

PARLIAMO DEL BRANO

Il brano si apre con la frase 
“Appellation d’Origine Contrôlée” per poi esplodere con chitarre potenti e una voce graffiante pronta a farti entrare nel vivo. 

“AOC” è incalzante, ritmata e tutto ciò che un’amante del rock può apprezzare.

LE PAROLE DELLA BAND

«Il titolo e l’incipit del brano richiamano all’acronimo della denominazione di origine controllata francese, che insieme a quella italiana, gridano il bisogno assoluto di certificare provenienza e qualità, non solo nel mondo del vino, suggerendo un parallelismo con il mondo della musica.

Rimasto in un cassetto per qualche tempo questo brano ha trovato la giusta pasta sonora durante le sessioni di registrazione del nuovo album della band.

Musicalmente è un brano potente ed energico, intriso del suono ruvido e diretto dei primi anni ’90. Sincero e corposo come un buon bicchiere di vino, è un omaggio sentito dalla band alla passione per il nettare di Bacco.»

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AlEmy

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